B51 HD

foto Leyla Lenzi

 

Gaber, io e le cose  | Maria Laura Baccarini e Régis Huby

 

Musiche e testi Giorgio Gaber e Sandro Luporini | arrangiamenti Régis Huby | un’idea di Elena Torre e Maria Laura Baccarini | Maria Laura Baccarini (voce) | Régis Huby (violino tenore elettro-acustico/violino elettrico e acustico/ effetti) | Abalone Association-Casa degli Alfieri

 

Presentazione

 

Se oggi ha un senso farsi ascoltare è per raccontare il nostro presente e le ragioni che ci hanno portato ad essere ciò che siamo. Ci sono autori del passato che continuano a raccontarci dell’uomo di oggi, perchè dell’uomo hanno fatto un’analisi tanto profonda e universale che, non senza un po’ di inquietudine, ci dimostra quanto la nostra evoluzione sia, tutto sommato, un’illusione.

Forse perchè l’uomo non cambia ?

Forse l’uomo non ascolta i suoi profeti e coltiva le prorie fragilità, i propri limiti, le prorie aberrazioni.

Giorgio Gaber insieme a Sandro Luporini hanno dedicato trent’anni della propria vita a questo appassionante viaggio nell’essere umano, osservandone ogni piccolo spostamento del cuore, ogni stupefacente masochismo, senza però mai perdere la fiducia nell’uomo, scrutando l’infinito potenziale di bellezza e poesia della vita.

Mi servo delle loro parole, così forti, evocative, intelligenti, argute, emotive, poetiche, urgenti.

Mi servo di loro, per raccontare un uomo o una donna di oggi e di sempre, che fa i conti con il presente e si mette in discussione su tutto. Non punta un dito accusatore sui responsabili, ma si include nel gioco, sporcandosi le mani con la vita.

Maria Laura Baccarini

 

gaber

foto Raffaella Cavalieri

 

Per la gioia dei grandi appassionati di Gaber-Luporini, « Gaber, io e le cose » contiene le pietre miliari del loro vastissimo repertorio come Il Dilemma, Verso il terzo millennio, L’impotenza, Io e le cose ; stralci del Gaber in prosa tratti da Il Dio bambino e da Il Grigio, come anche L’Ingenuo o Mi fa male il mondo ; canzoni più teatrali, L’uomo muore e Guardatemi bene, l’analisi sociale di Polli d’allevamento e La massa, la dolcezza de L’illogica allegria, l’utopia de Il luogo del pensiero, l’introspezione di Cerco un gesto naturale e l’immancabile testamento di Gaber: Non insegnate ai bambini .

 

Gaber io e le cosefoto Maud Subert

Il CD di « Gaber, io e le cose », uscito in Francia e in Europa il 5 dicembre 2015, fa parte del nutrito ed eclettico catalogo dell’etichetta discografica Abalone Productions.

Gaber e l’Europa

« Gaber, io e le cose » ha già una lunga storia.

Nasce al festival Asti Teatro nel 2011

È un progetto coraggioso, personale, originale, ma soprattutto vive miracolosamente una bellissima avventura europea .

Senza nemmeno il supporto di sottotitoli, con un’introduzione in francese o in inglese prima dello spettacolo, Maria Laura Baccarini e Régis Huby rendono i testi di Gaber e Luporini comprensibili al cuore, e all’istinto di uomini e donne di culture e lingue diverse .

La forza espressiva della lingua italiana, la potente teatralità che questo repertorio richiede a chi lo interpreta, gli arrangiamenti originalissimi, fanno vivere la « parola » in modo diverso e comprensibile anche a culture tanto distanti dalle radici latine.

Dopo Asti venne Milano, in occasione della rassegna Milano per Giorgio Gaber, due settimane al teatro Stabile d’Innovazione, poi un concerto per il decennale della morte di Gaber organizzato dalla fondazione Giorgio Gaber, poi altre repliche in giro per l’Italia e in Francia, numerosi concerti a Parigi, e l’uscita del disco (dicembre 2015) accolto con grande entusiasmo dalla stampa del jazz francese. Quest’anno, nella stagione 2016, lo spettacolo approda al teatro Piccolo Eliseo di Roma, per poi partire per un’avventura nord europea conclusasi in maggio e che riprenderà a fine luglio.

Il 27-28-29 maggio 2016, Maria Laura Baccarini ha ideato un festival dedicato a Gaber a Parigi : “ Il Signor G à Paris” con l’associazione culturale italo-francese Les Ateliers de Cribeau: un primo evento “Hommage à Giorgio Gaber” con l’attore Neri Marcoré seguito da “Gaber, io e le cose” con Maria Laura Baccarini e Régis Huby, concludendosi con una terza giornata “Finalement … Giorgio Gaber”, conferenza-happening-spettacolo che ha ripercorso il cammino di Gaber nel Teatro Canzone scoprendo i suoi forti punti d’ispirazione legati alla cultura francese: con la Baccarini, il cantautore italiano Pacifico e Cristina Marocco. Ancora una volta il pubblico francese ha risposto con grande entusiasmo all’opera di Gaber.

Citando un bellissimo articolo di Franck Bergerot ( Jazz Magazine ) :

 

« Maria Laura Baccarini, animale da palcoscenico, incarna con grande intensità e con voce straordinaria, questi stralci di comica umanità, commoventi, collerici, inteneriti, grotteschi, inquieti. Accanto a lei, nei colpi d’archetto e pizzicati, da un violino a volte tenuto come un mandolino dal quale spesso escono sonorità di chitarra elettrica, Régis Huby, con una moltitudine di pedali, gestisce tutti gli strati della sua toccante e raffinata drammaturgia polifonica. »

( F.Bergerot – Jazz Magazine )

IMG_5865modcréditWEEBfoto Maud Subert
IMG_5874modcréditWEEB

 

Note di Elena Torre

 

Il concerto/spettacolo GABER, IO E LE COSE è un viaggio nell’opera e nel pensiero di Gaber/Luporini. A dieci anni dalla sua scomparsa Gaber ha lasciato un enorme vuoto di pensiero, ma anche una grande eredità di riflessione.

I concetti eterni indagati, proposti e sviscerati in tanti anni di confronti hanno regalato pagine di autentica poesia dell’esistenza e Gaber/Luporini ‘che hanno vissuto tutta la vita nell’assoluta certezza del dubbio’ , ne sono stati interpreti e vettori, veri e propri poeti del sociale.

Spesso si parla dell’estrema attualità dei testi delle loro canzoni e dei monologhi ammantandoli di un’aura profetica.

Quello che in realtà sono stati capaci di fare è stato leggere attentamente la realtà in cui erano immersi, osservare in maniera quasi spasmodica ogni ‘minimo spostamento del cuore’ riportando tutto alla più profonda dimensione intima.

Ed è con lo stesso approccio che Maria Laura Baccarini e Règis Huby hanno affrontato i brani che vengono proposti nello spettacolo, una scaletta complessa e ambiziosa che accompagna lo spettatore in un universo di emozioni differenti.

L’universalità che permea ogni singola frase, ogni singola strofa ci proietta in una realtà che di fatto non può non essere condivisa.

La perfezione della prosa, l’esattezza dei monologhi vengono ampliati dalle scelte interpretative della Baccarini e dalla magistrale partitura musicale di Règis Huby.

Il percorso suggerito dalla scaletta vede alternarsi monologhi e canzoni come nello stile del teatro canzone, ma vengono proposti brani tratti dagli spettacoli in prosa di Gaber/Luporini come il Dio bambino e Il caso di Alessandro e Maria o mettendo la prosa in musica come ne L’uomo muore.

Un nuovo viaggio quello che Maria Laura ed io abbiamo voluto proporre, per mostrare il carattere fortemente universale delle opere che partono dall’uomo come individuo osservato attraverso l’indagine dei rapporti con la famiglia e con lo stato; i legami con se stessi e con le cose, le relazioni con l’altro sesso e con l’amore che suggeriscono una possibile evoluzione di una coscienza. La minimale scelta scenica ingigantisce le parole appoggiate su una tessitura musicale perfetta che rende le emozioni tangibili tanto da sembrare materia.
Proprio l’universalità contenuta in questo prezioso spettacolo ci ha convinte a proporlo anche oltralpe, in quel paese a cui Gaber e Luporini avevano spesso guardato, ma con cui forse per paura della barriera linguistica avevano rimandato l’appuntamento…

Tanti gli spunti dalla tradizione francese a cui avevano attinto, dalla traduzione de “Les Bourgeois” di Brel, divenuta con un testo diverso “I borghesi”; alla dissacrazione ironica propria di Cèline, e poi Brassins, Becaud che per primi avevano portato in teatro canzoni legate al costume e alla cronaca.

Elena Torre

 

© Rene Jakobson / renejakobson@hotmail.com

© Rene Jakobson / renejakobson@hotmail.com