_MG_1327foto Elena Bono

 

Il genocidio degli indiani nativi d’America raccontato da Edward Curtis ( Gabriele Sabatini ), il fotografo che ne immortalò le ultime immagini e che ne carpì i ricordi pieni di dolore, di amarezza, a volte ira, ma soprattutto profonda spiritualità.

Maria Laura Baccarini interpreta la loro voce, gli echi, i testi ritrovati … Voci che parlano come reminiscenze, presenze che continuano ad abitare i luoghi che gli appartennero e che gli vennero strappati.

 

” Pennsylvania, New York, New Jersey, New Hampshire, Massachussets, Connecticut, Delaware, Georgia, North Carolina, South Carolina, Virginia, Maryland. Questi i primi stati fondatori, dal 1787 al 1788.

Nel 1790, Rhode Island. E poi Columbia, Vermont, Kentucky, Tennessee, Ohio. Nel 1812 la Louisiana. Nel 1816 l’Indiana. Nel 1817 il Mississipi.

L’anno dopo l’Illinois, quindi l’Alabama, il Maine, il Missouri. Nel 1836 l’Arkansas, nel 1837 il Michigan. Texas e Florida nel 1845, un anno dopo l’Iowa, quindi il Wisconsin, la California, il Minnesota. E poi Oregon, Kansas, Nevada, Nebraska, Colorado Nel 1889 il Montana, lo stato di Washington e i due Dakota. Nel 1890 il Wyoming e l’Idaho. Infine lo Utah e nel 1912 New Mexico e Arizona.Questo l’ingresso degli stati nell’Unione.

E per ogni ingresso, per ogni assestamento dei confini, un pezzo di nazione indiana veniva sgretolato, centinaia di tribù venivano decimate, deportate, interi ambienti venivano modificati rendendo la vita sempre più difficile, pericolosa, impossibile.

Nel 1804, gli esploratori Lewis e Clark, per conto del governo di quelli che saranno conosciuti come gli Stati Uniti d’America, attraversarono l’intero continente, dall’oceano Atlantico all’oceano Pacifico.

In quell’immenso, ricco, selvaggio e straordinario territorio vivevano un milione di nativi e almeno cinquanta milioni di bisonti. Alla fine del secolo, di bisonti ne erano rimasti circa mille. Di nativi poco più che duecentomila.

C’è una parola per questo…”

 

GIACCA ROSSA  Discorso originale del 1805

 

Amico, fratello, è stata la volontà del Grande Spirito che dovessimo incontrarci qui oggi. Egli ordina tutte le cose e ci ha dato un bel giorno per il nostro incontro. Egli ha preso il suo abito fatto di sole e ha fatto brillare il suo splendore su di noi. I nostri occhi sono stati aperti in modo che potessimo vedere chiaramente. Le nostre orecchie libere ci hanno permesso di ascoltarti. Hai chiesto di far parlare liberamente le nostre menti. Questo ci da grande gioia, perché capiamo di poter dire ciò che pensiamo. Parleremo adesso come fossimo un solo uomo. Le nostre menti concordano tutte.

C’era un tempo in cui i nostri antenati possedevano questa grande terra. I loro territori si estendevano dal luogo dove nasce il sole a quello dove tramonta. Il Grande Spirito l’aveva creata per farla usare agli Indiani. Aveva creato il bufalo, il cervo e altri animali per il cibo. Aveva fatto l’orso e il castoro: la loro pelle serviva per il vestire. Ma un giorno nefasto scese su di noi. I vostri antenati attraversarono la grande acqua e giunsero qui. Il loro numero era scarso. Trovarono amici, non nemici. Ci dissero che erano fuggiti dal loro Paese per paura di uomini malvagi. Ci chiesero un piccolo spazio. Noi abbiamo avuto pietà di loro, abbiamo accolto le loro richieste ed essi si sono uniti a noi. Abbiamo dato loro grano e carne e abbiamo ricevuto in cambio veleno. La gente bianca portò indietro la notizia della nostra terra affinché altri venissero qui. Volevano sempre più spazio; volevano il nostro Paese e ci fu la guerra. Adesso siete diventati un grande popolo e a noi e rimasto appena un piccolo spazio per stendere le nostre coperte. Volete ora obbligarci anche alla vostra religione? Dici che sei qui per insegnarci come adorare il Grande Spirito, altrimenti saremo infelici per sempre. Come possiamo sapere se è vero visto che spesso siamo stati ingannati? Capiamo che la vostra religione è scritta in un libro.

Se doveva essere così anche per noi, perché il Grande Spirito non ce l’ha dato? O perché non ha dato ai nostri antenati i mezzi per capirlo? Fratello, dici che c’è solo un modo per adorare e servire il Grande Spirito. Ma se c’è una sola religione, perché voi stessi bianchi differite così tanto su questo argomento? Perché non siete d’accordo, dato che potreste tutti leggere quel libro? Non capiamo. Anche noi abbiamo una religione tramandata dai nostri avi. Ci insegna ad essere riconoscenti per tutti i doni che riceviamo, ad amarci l’un l’altro, ad essere uniti. Noi non abbiamo mai motivo di dissenso sulla religione. Fratello, il Grande Spirito ci ha creati tutti, ma ha fatto anche grandi differenze tra i suoi figli bianchi e i suoi figli rossi. Perché non possiamo provare a pensare che ci ha dato religioni diverse secondo la nostra capacità di comprensione? Noi non desideriamo distruggere la tua religione, vogliamo solo poter godere della nostra. Ora hai ascoltato la nostra risposta. Dato che stiamo per separarci, speriamo che il Grande Spirito ti protegga nel tuo viaggio e tu possa tornare sano e salvo dai tuoi amici.

(elaborazione di scritti originali e  testi di Ennio Speranza )