É il 2 settembre 1990, e al Festival di Todi debutta il primo grande classico di Broadway tradotto in italiano. Un’avventura che ha aperto una nuova era del teatro musicale in Italia. Talento, energia, sapienza di chi con grande umiltà ebbe il coraggio di tentare un’impresa così ambiziosa e sana: Saverio Marconi, Tommaso Paolucci e Michele Renzullo, ovvero La Compagnia della Rancia.

Un’avventura che ha dato il via alla carriera di molti interpreti di questo fortunato ed eterogeneo cast .

Successo strepitoso che ha riempito teatri di tutta Italia per due intensissimi anni di tournée 90/91 e 91/92

 

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( Maria Laura Baccarini nel ruolo di Cassie )

 

Lo spettacolo riprende nel 1998 con una nuova tournée

Maria Laura Baccarini, dopo l’esperienza al New York University Theater e poi anni dopo nel tour inglese, in lingua originale, torna alla versione italiana a Milano al teatro Nazionale.

 

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Una linea bianca che segna il palcoscenico che, nella consuetudine degli spettacoli di Broadway, divide la zona del “coro” dal proscenio, riservato alle star.
Una linea che divide anche le azioni: tutto ciò che accade dietro di essa rappresenta i sogni e i ricordi di ciascun ballerino, mentre tutto ciò che accade davanti è la realtà.
Questo è “A Chorus Line”.
Dopo la leggendaria prima del 16 aprile 1975 al Joseph Papp’s Public Theatre di New York, alla presenza di 300 spettatori, cominciò un passaparola che portò ad una svolta nella storia di Broadway; era nato il re dei musical.
In scena il “teatro nel teatro”, la storia, non solo di un regista che sceglie, tra i numerosi candidati ragazzi e ragazze, il balletto per un nuovo spettacolo, ma soprattutto di giovani che mettono a nudo sul palcoscenico la loro vita con le speranze, i sogni, le debolezze ed i fallimenti della realtà quotidiana.
Per tutti è una sfida con la vita.
E’ questa la storia del ballerino, nuda e cruda, come nuda e scarna è la scena che esalta ancora di più la storia del lavoro che manca, delle sconfitte che si susseguono, della passione che costringe questi giovani ad arrancare e a pregare di farcela ad ogni nuova audizione, ad ogni nuovo esame.
La musica, le coreografie, la recitazione è tutta una univoca esaltazione del musical, che mai come qui rappresenta la vita stessa degli attori.
“A Chorus Line”, concepito e originariamente diretto da Michael Bennet, scritto da Kirkwood e Dante, con le bellissime musiche di Marvin Hamlisch, nasce dalle esperienze reali di alcuni ballerini, dalle loro confessioni vere, raccolte in alcune interviste.
La storia racconta di un’audizione a Broadway: il regista Zach vuole conoscere i ballerini che si sono presentati, in modo molto approfondito, vuole sapere cosa hanno dentro e chiede loro di parlare di se stessi. Ne escono confessioni emozionanti , divertenti o commoventi, raccontate con balletti o canzoni dalla forza travolgente.
Alla fine solo otto di loro saranno scelti ma, come nel sogno di ciascuno, tutti appariranno nel grande numero finale a cantare “ONE”, in strass e lustrini, a dirci che comunque, essere lì, sul palcoscenico, rappresenta una “rara sensazione”.