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Presentazione

 

Con la tenerezza per un testo amato, con la commozione per un clima ormai cancellato, con l’amore per Colette e il suo “demi-monde” parigino, metto in scena questa nuova “Gigi”. Nuova perché per la prima volta si presenta in Italia il piccolo “musical” che Lerner e Loewe ricavarono dall’omonimo film e presentarono a Broadway nel 1973. Il film era nato nel 1958 ed aveva ottenuto nove Oscar.
Vediamo allora l’iter di questa semplice e maliziosa storia d’amore rievocata da Colette: la riduzione teatrale dal racconto fu fatta da Anita Loos (l’autrice del famoso romanzo “Gli uomini preferiscono le bionde”) e andÚ in scena a Broadway nel 1951 con il lancio e l’affermazione di Audrey Hepburn nel ruolo di Gigi.
La commedia venne presentata in Italia dalla leggendaria Compagnia dei Giovani (Anna Maria Guarnieri, Rossella Falk, Romolo Valli, Elsa Albani) con la regia di Giorgio De Lullo e a Parigi con Danielle Delorme come Gigi e la regia di Raymond Rouleau.
Nel 1958 fu ricavato il film che divenne altrettanto famoso, con la regia di Vincente Minnelli e con una “variante” musicale, perché “Gigi” si tramutò appunto in un “musical” con la relativa pioggia di ben nove Oscar e con la presenza straordinaria di un nuovo personaggio, lo zio di Gaston Lachailles, Honoré, che era Maurice Chevalier.
Dal film venne ricavato quindici anni dopo (1973) il “musical” teatrale, premiato a sua volta dal Tony Award e che approdò anche a Londra, dove nell’ultima edizione (1986) il ruolo di Honoré fu sostenuto da Jean-Pierre Aumont.
Arriviamo cosÏ all’edizione di oggi: Honoré sarà un attore “mitico” per usare un aggettivo ricorrente nel linguaggio dei giovani. Parlo di Ernesto Calindri che ritorna all’antico amore della commedia musicale dove molto tempo fa aveva avuto un eccezionale successo con “La padrona del raggio di Luna” di Garinei e Giovannini accanto ad Andreina Pagnani, Lauretta Masiero e Robert Alda.

 

Ma il fascino di questo spettacolo, oltre alla rievocazione ironicamente affettuosa di un mondo sempre più remoto, frastagliato di citazioni pittoriche dell’epoca, risiede nella scelta pertinentemente raffinata e oserei dire perfetta per gli altri personaggi. Perché accanto ad Ernesto Calindri troviamo due attrici “adorabili”: dive ambedue degli Anni Cinquanta, l’una (Isa Barzizza) straordinaria “soubrette” della rivista italiana dei tempi d’oro, l’altra (Liliana Feldman) presenza carismatica della radio, quando la radio era l’evento importante della vita di tutti i giorni.

 

Accanto ai tre “grandi” ecco due giovani, dei quali uno, doppio figlio d’arte, non é certo una sorpresa. Parlo di Gianluca Guidi che per la prima volta si cimenta in un personaggio cosi coinvolgente, anche se lo ricordiamo piacevolissimo “entertainer” in televisione e attore brillante in teatro accanto a Nino Manfredi e Maurizio Micheli.
Ci si chiederà infine qualche notizia su Gigi. Il personaggio di Colette ha portato fortuna a tante attrici: ricordiamo Audrey Hepburn,  Leslie Caron o Danielle Delorme, Anna Maria Guarnieri. La Gigi di oggi sarà Maria Laura Baccarini: la Sally Bowles di “Cabaret”, la Maria de “Il giorno della Tartaruga”, la Cassie di “A Chorus Line”, cioè la vera scoperta di queste ultime stagioni teatrali nel panorama del “musical” in Italia. Non c’è quindi bisogno di augurarle buona fortuna; ma sono certo che il personaggio di Gigi confermerà definitivamente il suo talento.
Che dire ancora? Buon divertimento per uno spettacolo che tutti noi realizziamo con amore.
(Filippo Crivelli)