MARIA STUARDA di Dacia Maraini

Lettura scenica con Maria Laura Baccarini e Crescenza Guarnieri | Regia di Crescenza Guarnieri

 

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“Nonostante Maria Stuarda fosse intitolato a una donna, nel celebre testo di Schiller le donne erano poco presenti. Allora ho pensato di rovesciare tutta la vicenda, moltiplicando i ruoli femminili, per descrivere il rapporto tra le donne e il loro diverso atteggiamento nei confronti del potere.” ( Dacia Maraini )

 

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Maria Laura Baccarini : Elisabetta/Kennedy  ( photo Jérôme Prébois )

 

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Crescenza Guarnieri : Maria/Nanny  ( photo Massimo Lapertosa )

 

Maria Stuarda , Elisabetta I : la Storia, quella con la « S » maiuscola, che le eleva e le sprofonda e le obbliga a lasciare alle spalle, o a vivere come fosse un intralcio, il loro essere « femmina ».

 

Quello che ci ha affascinate è un universo cosi’ reale, puro, sensoriale che Dacia Maraini ha magistralmente creato in questa pièce. È la possibilità di esplorare la « donna » in una società maschile, la « donna » e il potere, la « donna » e l’amore, e tutto cio’ a cui è costretta a rinunciare suo malgrado, come se essere « donna », essere « femmina » fosse in totale antitesi con la lucidità e l’astuzia. Certo, i sentimenti sono forse un ostacolo al calcolo razionale, alla strategia…

Ma la donna è anche altro : istinto, consapevolezza, forza nutrita e consacrata dalla propria fragilità, slancio dinamico dell’intelletto, intuizione.

E il corpo ?

 

RPH241668 Mary Stuart (1542-87) (oil on panel) by Clouet, Francois (c.1510-72); Private Collection; (add. info.: Mary I, Queen of Scots; daughter of James V of Scotland and Mary of Guise); © Richard Philp, London; French, out of copyright

 

Il corpo che vive la sua naturale mutazione dell’età , non lo si guarda più nemmeno in uno specchio. È solamente  percepito. Ma ecco emergere quel mondo interiore di due regine agli antipodi e al tempo stesso cosi’ vicine, una di fronte all’altra , si attraversano, senza mai incontrarsi .

Dacia Maraini ce lo sbatte in faccia il corpo di queste due donne, disfatto, umiliato, usato, soffocato, costretto, palpitante.

La chiave di questo incontro ad occhi chiusi è nel paradosso : Maria ed Elisabetta sono anime gemelle , tanto distanti quanto fusionali.

Il testo é di una forza straordinaria , basta fidarsi di lui, abbandonarsi e trovarne la carne, il sangue i muscoli, gli odori gli umori, i sensi spinti all’estremo.

Nel testo, “moltiplicando i ruoli femminili” come dice la Maraini, troviamo Elisabetta e la sua cameriera, Maria e la sua dama di compagnia, che confrontandosi, scontrandosi, amandosi e sostenendosi, sviscerano dubbi e domande che ogni donna ha dentro di se.