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“Taxi a due piazze” debuttò nel 1983, e, per ben nove anni consecutivi, rimase in scena a Londra, imponendosi come il più grande successo di  Ray Cooney, il suo autore.

Una classica commedia degli equivoci in cui un tassista bigamo si trova costretto a nascondere il segreto della sua vita.

LA TRAMA – Mario Rossi è un tassista sposato con Alice Rossi e residente in Piazza Irnerio 100.
Ma Mario Rossi è anche un tassista sposato con Barbara Rossi e residente in piazza Risorgimento.
Un curioso caso di omonimia con tanto di identica professione? No: i due Rossi sono la stessa persona. Il tassista è bigamo e ha sposato Alice in chiesa e Barbara in comune 6 mesi dopo. Seguendo una precisa pianificazione di orari e turni di lavoro, e grazie al lavoro di entrambe le mogli, Mario riesce per 2 anni a vivere nascondendo la verità a Barbara e Alice. Tutto si complica quando, per salvare un’anziana signora da uno scippo, Mario riceve una brutta botta in testa che lo costringe, privo di sensi, al ricovero in ospedale. Al risveglio il tassista, ancora confuso, darà a un infermiere l’indirizzo della prima moglie, e, a un altro impiegato dell’ospedale quello della seconda.
La denuncia arriverà quindi a due diversi commissariati di due diverse zone, che a loro volta si attiveranno mandando a indagare due diversi ispettori.
Anche la stampa farà la sua inviando a casa di Mario un fotografo che scatterà la foto che verrà pubblicata sulla copertina di Roma Sera.
Ciò che seguirà sarà una serie di equivoci, coincidenze e bugie che, col loro ritmo infernale, intricheranno a tal punto la trama da condurre a un finale inaspettato e sorprendente.